lunedì 15 ottobre 2018

LE ISTITUZIONI EUROPEE E REGIONALI PER IL LAVORO:

 QUALI OPPORTUNITA’?

ne parliamo con:

ISABELLA DE MONTE Europarlamentare del Partito Democratico

SERGIO BOLZONELLO Consigliere regionale e Capogruppo PD

Venerdì 26 ottobre 2018
ore 20,30

presso la sala  CA’ ANSELMI
Fontanafredda

Introducono

i Consiglieri PD del Comune di Fontanafredda

Saranno presentate testimonianze di lavoratori, sindacalisti e imprenditori.


La cittadinanza tutta è invitata a partecipare

mercoledì 1 agosto 2018

La cena del Partito Democratico

Venerdì 3 agosto 2018, il nostro Circolo si ritrova per la consueta cena estiva.


Ci troveremo al Santo Bevitore di Fontanafredda alle ore 20.

sabato 14 luglio 2018

Il segretario Martina chiede le dimissioni del ministro Salvini

"Spero che ci sia un sussulto anche da parte della maggioranza, perché subire sempre queste provocazioni non indebolisce solo il governo fa male al Paese. Lo dico per il bene del Paese, Salvini faccia un passo indietro, continui a fare il leader di un partito, come è legittimo, faccia propaganda da quel ruolo poi però quando fa il ministro della Repubblica ci pensi due volte prima di twittare, sarebbe utile”: lo ha detto il segretario del Pd Maurizio Martina a margine della presentazione del rapporto Cgil sul caporalato, commentando la vicenda della nave Diciotti.
“In questo paese la divisione dei poteri ha ancora un valore, non vorrei che Salvini ci portasse fuori dall’Occidente” ha continuato ancora Martina, secondo il quale la questione sorta con l’intervento del Quirinale sui migranti fatti sbarcare a Trapani ” è seria, non va trattata come se fossimo all’ennesima battuta della giornata”.
“Anche da parte di Conte – ha proseguito il segretario dem – mi sarei aspettato un intervento diretto e autorevole prima che intervenissero altre istituzioni. Resta il fatto che il presidente Conte resta non pervenuto e questo per me è altro motivo di preoccupazione. Come si fa a a pensare che un grande governo di un grande paese come il nostro possa lavorare bene così?”.
“E’ una questione che pongo nell’interesse del Paese – ha concluso Martina – e su questo il presidente Conte dovrebbe riflettere”

giovedì 12 luglio 2018

112-118: buttate le nostre macerie e costruite il mondo perfetto

10 luglio 2018
Avete ingannato elettori e cittadini della regione dicendo che tutto era uno sfascio, avete vinto anche mostrando i denti contro il sistema del soccorso; ora tocca a voi: buttate via le nostre macerie e costruite il mondo perfetto”. Si rivolge così il segretario regionale del Pd Salvatore Spitaleri all’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, il quale, dopo l’interruzione di corrente elettrica che ha interessato i computer delle sale operative del 112, dell’emergenza sanitaria e della Protezione civile a Palmanova, ha detto che “se si parla delle centrali provinciali mi pare un passo indietro sul quale essere prudenti” mentre a proposito del ritorno al 118 ha invitato a “non dimenticare che questa è una disposizione dello Stato dove a un certo punto lo Stato rischiava di essere messo in infrazione europea e quindi questa non è una scelta che il Friuli Venezia Giulia può fare in piena autonomia”.
A Riccardi potrei ricordare che “rasenta il ridicolo leggere che le risposte sono state garantite, inoltre l’emergenza maltempo, e questo è l’aspetto più grave, era stata ampiamente prevista e annunciata da numerosi comunicati della stessa Protezione civile regionale. Chi organizza l’emergenza parla con chi studia e comunica le previsioni?”: sono leparole che senza scrupoli ha scagliato contro l’amministrazione di centrosinistra neanche un anno fa. A parti invertite ma a situazione organizzativa immutata, ora si sentono ben diverse parole, piene di considerazioni e spiegazioni. Su tutto, brilla il silenzio di quei signori, chi seduto sulla poltrona di sindaco, chi a Montecitorio, secondo i quali il PD metteva a rischio la vita dei cittadini”.
Noi non rivendichiamo di aver fatto tutto nel migliore dei modi, ma rigettiamo la campagna di denigrazione montata per anni che, prima di danneggiare il PD, danneggia la professionalità di chi opera in sanità e la fiducia di chi ai professionisti ogni giorno si affida. Sappiamo che anche il Nue e il suo rapporto con la Sores possono essere resi più efficienti, puntuali e veloci, ma i grandi numeri, che l’assessore ora può consultare e farsi spiegare dai tecnici, dimostrano che il sistema nel suo complesso risponde non solo a normative ineludibili ma anche a esigenze autentiche”.

lunedì 2 luglio 2018





             Il Partito Democratico di Fontanafredda partecipa al lutto della famiglia Moret

                                                       per la perdita di Antonio.

sabato 16 giugno 2018

Dichiarazione del capogruppo Pd Sergio Bolzonello

Autonomie locali: Bolzonello (Pd), commissariare Uti è atto d'imperio e salto nel buio

TRIESTE. 14.06.18. «La Giunta ascolti tutti e non si faccia guidare esclusivamente dalla linea dei sindaci ribelli, non esistono solo loro. Commissariare ora le Unioni intercomunali equivarrebbe a un atto d'imperio verso tutti, che anziché risolvere le criticità, farebbe fare ai Comuni un salto nel buio, creando esclusivamente confusione». A dirlo è il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello in merito all'incontro annunciato per domani tra l'assessore alle Autonomie Locali, Pierpaolo Roberti e i sindaci che si sono opposti alla riforma delle autonomie locali.

«Auspico che si vada verso una proroga di 6 mesi rispetto a quanto dichiarato dalla giunta, per rendere effettiva la volontà di dialogo e confronto che la maggioranza stessa aveva promesso. Ritengo necessario e possibile trovare un metodo per non disperdere le energie e quanto di positivo fatto fin'ora, pur nell'ottica di una revisione che personalmente sostengo da tempo. Va bene una modulazione differente per quei Comuni che hanno scelto di non aderire alle Unioni, ma sulla scelta dell'assetto futuro non si può partire con il commissariamento delle Uti. In questo modo non si crea alcuna prospettiva, anzi si attua un vero e proprio centralismo autoritario da parte della Regione. E comunque, ribadisco, è bene che la giunta ricordi che non esistono solo i sindaci che rumorosamente si sono opposti alla legge 26 del 2014 (riordino del sistema Regione-Autonomie locali), ma della maggioranza dei Comuni che hanno scelto di entrare nelle Unioni e che per farlo hanno lavorato con impegno».

Dichiarazione consigliere Da Giau

Immigrati: Da Giau (Pd), Giunta Fedriga vende fumo, non sa nemmeno chi finanzia l'accoglienza

TRIESTE. 15.06.18. «La giunta leghista riesce a dichiarare che toglie risorse dall’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo, quando nel Piano annuale queste risorse non sono ci sono. È una propaganda priva di contenuti quella che Fedriga, per bocca e mano dell’assessore Roberti, fa ancora una volta oggi, dimostrando la totale non conoscenza dei fatti e delle competenze della Regione». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau, commentando le dichiarazioni odierne dell’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti in tema di immigrazione.

«Dobbiamo attendere di vedere la delibera per comprendere quali tagli siano stati apportati al piano annuale per l’immigrazione in modo più preciso, ma già dalle dichiarazioni possiamo dire che la giunta è quanto meno confusa e tende a voler confondere, vendendo fumo, anche i cittadini» attacca Da Giau.

«L’accoglienza diffusa è infatti attività gestita e finanziata dal Governo centrale attraverso le prefetture. La Regione non finanzia accoglienza diffusa. Il piano annuale dell’immigrazione (che ha avuto parere favorevole trasversale in VI commissione a fine legislatura precedente) comprende iniziative che si rivolgono agli stranieri che hanno già ottenuto protezione e hanno permesso di soggiorno e mira a risolvere alcune criticità nella loro gestione ed inserimento per le quali gli enti locali, le associazioni di categoria, la società intera ha lungamente chiesto aiuto alla Regione. Le convenzioni per poter far lavorare queste persone, per esempio. Cosa chiesta da tutti. La formazione professionale per favorire gli inserimenti lavorativi e impedire che le persone finiscano nei giri di sfruttamento e delinquenza. Cosa chiesta da tutti».

E ancora, prosegue Da Giau, «sono interventi che garantiscono quella sicurezza sociale che tanto la Lega sbandiera e che altro è dallo stato di polizia che ci viene proposto. È davvero triste, ma purtroppo emblematico, che la stessa competenza sull’immigrazione sia passata sotto la delega alla sicurezza, togliendola da quella alla solidarietà che certo restituiva molto di più l’immagine di una regione avanzata dal punto di vista umano, culturale, sociale».

Infine, Da Giau commenta anche «quanto successo oggi a Sacile con la testa di maiale mozzata issata a spregio e sfregio dei richiedenti asilo ospitati in quella palazzina, è fatto gravissimo che sciaguratamente, dimostra come le politiche razziste, urlate dalla Lega, ci stiano trascinando indietro in una giungla di egoismi e inciviltà».

giovedì 31 maggio 2018


Iscriviti al Partito Democratico contattando il Circolo più vicino a te

La storia siamo voi

 -che sostenete un progetto forte e coraggioso di riforma del Paese;
- che credete in un partito moderno, aperto, di governo;
- che pensate che le politica sia incontro, condivisione, passione.

Leggi il Regolamento del tesseramento del PD:
 
https://www.partitodemocratico.it/gCloud-dispatcher/aeffe77c-39a1-4a1a-82cd-8faf9b3cba58

La buona sanità della Giunta Serracchiani-Bolzonello

PROGRAMMA REGIONALE DI ODONTOIATRIA SOCIALE

Odontoiatria sociale
È il Programma di sanità pubblica regionale per rispondere ai bisogni dei bambini da 0 a 14 anni e delle persone più fragili che per motivi di salute o economici non riescono ad accedere alle cure dentistiche.

http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/salute-sociale/promozione-salute-prevenzione/FOGLIA9/

Manifestazione di solidarietà al Presidente Mattarella a Pordenone



Venerdì 1 Giugno 2018, alle ore 18.30, ci troviamo a Pordenone per manifestare la nostra solidarietà al Presidente Mattarella.

Piazzetta Cavour, ore 18.30.

"Lega e Cinque Stelle stanno gettando nel caos l’Italia. Il loro attacco al Presidente della Repubblica è pretestuoso e inaccettabile. I Paesi europei ci guardano con grave preoccupazione perché mettere in discussione il Capo dello Stato, nel legittimo esercizio delle sue funzioni e prerogative costituzionali, mina alle fondamenta la Repubblica, crea instabilità non solo in Italia ma in tutta Europa". 
" Non possiamo stare a guardare. E’ necessario che tutti i Circoli Pd con i loro segretari, iscritti e simpatizzanti si schierino uniti per dimostrare il Pd c’è e con forza si schiera a difesa delle istituzioni, esprimendo piena solidarietà al Presidente Sergio Mattarella,contro gli attacchi e il clima d’odio alimentato dalla irresponsabilità della Lega e dei Cinque Stelle".

Il presidente della Federazione Provinciale 
Ivo Lot 

martedì 29 maggio 2018

Mobilitazione del Partito Democratico

Venerdì 1 Giugno 2018, alle ore 17:00, sarà la volta di due grandi manifestazioni a Roma e a Milano. Già in queste ore in diversi centri, tra cui Torino, tanti cittadini stanno manifestando la loro indignazione per ciò che Lega e M5S hanno fatto e stanno facendo.
 
Per la loro pericolosa propaganda ai danni degli italiani. Per avere mentito sui reali obiettivi della loro iniziativa in questi ultimi 84 giorni.
 
Il 
Partito Democratico ha già espresso ieri tutta la solidarietà al Presidente Sergio Mattarella
 
Per avere messo a rischio un Paese intero. Perché cittadini, famiglie,imprese e lavoratori non si difendono scassando la democrazia italiana.
 
Perché l’Euro e l’Europa sono il nostro vero scudo, la nostra reale sovranità. Andremo in piazza con la Costituzione in mano. Perché nessuno può pensare che ci sia futuro senza il rispetto della nostra Carta fondamentale”.
 
Così il segretario reggente del Pd Maurizio Martina annuncia la mobilitazione nazionale del Partito Democratico di venerdì 1 giugno 2018.
 

Così il segretario reggente del Pd Maurizio Martina annuncia la mobilitazione nazionale del Partito Democratico di venerdì 1 giugno 2018.

sabato 26 maggio 2018

Intervista a Luciano Violante

«Lasciamoli lavorare, senza pregiudizi». Luciano Violante, 76 anni, ex presidente della Camera, guarda all’esordio del governo M5s-Lega come ad un’entità in evoluzione. Da qui la cautela sugli uomini e sulle azioni che verranno messe in atto. Se questo governo servirà a ridurre la frattura con le istituzioni, per lui, è benvenuto.
La nuova maggioranza M5s-Lega è in grado di diventare più strutturale e di determinare gli anni futuri?
Difficile dirlo. La loro prima prova sarà costituita dai prossimi appuntamenti elettorali, Elezioni europee nel 2019, elezioni regionali nel 2020, nelle quali presumibilmente correranno divisi. Ma molto dipende dal presidente del consiglio. Ha una grande responsabilità non solo per la gestione della politica nazionale, ma anche della salvaguardia del patto di governo. Nulla è oggi ragionevolmente prevedibile. Di certo M5Se e Lega devono limare le proprie ambizioni. Dopo le elezioni la Lega guadagna consenso, mentre il M5s perde. Oggi l’elettorato del rancore e del dissenso profondo nei confronti del sistema istituzionale si sente più rappresentato dalla Lega che dai Cinquestelle.
Che cosa rappresenta per lei il rispetto delle istituzioni in questa fase
Vorrei sottolineare due aspetti che mi sembrano utili per il futuro. L’Italia ha avuto sempre un basso consenso sociale nei confronti delle istituzioni. Ricordo che una delle motivazioni di Aldo Moro (di cui Violante è stato giovane assistente universitario a Bari ndr) per il compromesso storico fra Dc e Pci e per l’unità nazionale, era che questo tipo di patto avrebbe allargato la base sociale del consenso per le istituzioni. Oggi, ho l’impressione che se queste due forze, sostanzialmente anti-istituzionali, assumono responsabilità di governo, potrebbe estendersi il consenso sociale del Paese nei confronti delle istituzioni repubblicane.
Qual è, invece, il secondo dato cui ha fatto riferimento?
È che M5s e Lega, andando al governo della nazione, matureranno. Si renderanno conto che alcune delle cose dette non erano realizzabili e che certe loro promesse erano infondate. Hanno detto, per esempio: «Mai più non eletti a palazzo Chigi», criticando su questo aspetto tante personalità: da Carlo Azeglio Ciampi a Matteo Renzi. Tuttavia, a capo del loro primo governo propongono un non eletto. Così si renderanno ben presto conto che alcune delle cose che avevano considerate quasi dei valori assoluti, in realtà non erano tali. Erano condizionate più dall’antagonismo nei confronti degli altri che da un principio di verità.
Si è appena combattuta una battaglia contro l’élite, nei confronti della quale il popolo ha compiuto una frattura, ed ora già siamo alle prese con la formazione di una nuova élite?
Ora loro sono un’élite. Vuole che il presidente del consiglio e i vari ministri non facciano parte dell’élite? Era il popolo contro l’élite, ora un pezzo di popolo è diventato élite. Ma la condizione dei leghisti è diversa da quella dei cinquestelle. La Lega governa molte realtà come la Lombardia, il Veneto, la Liguria e il Friuli Venezia Giulia. Tolto il Piemonte e l’Emilia Romagna, tutto il Nord. Governa bene anche molti Comuni. I cinquestelle, invece, stanno vivendo delle esperienze a livello locale, da Roma a Torino, abbastanza discusse. Per loro è davvero nuovo quanto sta avvenendo: si tratta di una fiammata più improvvisa e perciò meno stabile di quella della Lega.
Anche il leader della Lega Salvini non ha esperienze di governo. E c’è chi vede dei rischi nel suo approdo al Viminale: lì la facoltà degli atti monocratici non ha pari fra gli altri dicasteri. Non ha forse già chiesto di avere «le mani libere»?
Innanzitutto il ministero dell’Interno è una grande macchina, ben oleata, che va avanti sulla base di regole strutturate nell’esperienza di molti decenni, nel segno della dignità ed autorevolezza. Svolge compiti non solo amministrativi, ma anche di permanente sartoria sociale e istituzionale in un Paese che spesso predilige il conflitto rispetto all’unità. Non è che un ministro da solo può cambiare le cose a suo piacimento. Poi, non dobbiamo dimenticare che Roberto Maroni è stato ministro dell’Interno e, a parte qualche sbavatura, è stato un buon ministro. Eppure, quando andò ci arrivò anche lui con il carico di perplessità che è abbastanza simile a quello che oggi caratterizza l’eventuale incarico a Salvini.
A questo proposito c’è chi sostiene che Ugo Zampetti, l’uomo che lei volle a capo dell’amministrazione di Montecitorio e con il quale ha condotto tante battaglie, oggi da segretario generale del Quirinale sia l’uomo chiave per i rapporti della nuova maggioranza con Mattarella, avendo egli tra l’altro preso a cuore fin dagli esordi alla Camera il giovane ed inesperto Di Maio. Sono solo voci?
Per tradizione il segretario generale del Quirinale è il primo collaboratore del Capo dello Stato. E si muove sempre nei binari che il Presidente segna per lui. Zampetti, che conosco bene, ha tutte le qualità per svolgere questa funzione con la prudenza, la riservatezza, la competenza, l’equilibrio, l’autorevolezza necessari.
Tornando all’avvento dei nuovi ministri lei sostiene che bisognerà fare la tara alle promesse fatte in campagna elettorale?
Tutti hanno detto cose un po’ spropositate in campagna elettorale. Ci si renderà conto che non erano fattibili. Avverrà così anche per le migliaia di espulsioni promesse da Salvini. Bugie giustificate dalla contesa per il voto, ma poi arriva il momento di fare i conti con la realtà. Ci sarà qualcuno che informerà il ministro dell’Interno su quanto è stato fatto e che le espulsioni di coloro che meritavano di essere espulsi sono state quotidiane, magari effettuate da aeroporti secondari senza fare un gran chiasso, perché si è ritenuto di non fare pubblicità.
Sempre in termini di sicurezza, cosa c’è di non detto sulla delega dei servizi segreti su cui si apre sempre una diatriba, immancabile anche questa volta fra Lega e M5s?
La riforma del 2007 ha modernizzato profondamente i servizi di sicurezza e ha posto in capo al presidente del consiglio o altra autorità politica la responsabilità. Credo che sia molto importante la scelta che farà il presidente del consiglio. Può tenere per sé la delega o può darla anche ad un sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri. Si parlava del leghista Giancarlo Giorgetti che è una personalità di prim’ordine. Ora, naturalmente, nell’equilibrio fra il ministro dell’Interno della Lega e il responsabile della politica di sicurezza, che sarebbe anch’egli della Lega, non credo che possa essere accettato. Quindi probabilmente questo lavoro o lo farà il presidente del consiglio direttamente oppure lo assegnerà ad un’altra autorità politica proveniente dal M5s. Tenga presente che c’è anche il problema altrettanto delicato della presidenza del Copasir (Comitato parlamentare per i servizi di sicurezza).
A chi va?
Per legge spetta all’opposizione, dunque al Pd, a Forza Italia o a Fratelli d’Italia. Bisognerà vedere fra le due forze di centrodestra e i partiti di governo che intese riservate sono intercorse. Perché si tratterà anche per consolidare un quadro di tenuta della maggioranza che a Senato non è tranquillizzante.
Aspetto interessante: che sa a tal proposito?
Nulla, naturalmente. Ma al Senato la maggioranza è di sei voti. Il presidente incaricato ha già sentito coloro che sono stati eletti nella maggioranza, ma sono rimasti fuori (nel gruppo misto) per varie vicissitudini.
Ci sono altre caselle istituzionali che possono rafforzare la maggioranza M5s-Lega?
Oltre al Copasir, per prassi parlamentare sono affidate alle opposizioni la Giunta per le elezioni, le Giunte per le autorizzazioni a procedere di Camera e Senato, la commissione di vigilanza sulla Rai. Sono tutte posizioni che M5s e Lega possono sfruttare per rafforzarsi affidandole alle due forze di centrodestra che sono all’opposizione. Ad esempio Forza Italia potrebbe chiedere di presiedere la commissione di vigilanza Rai. Insomma il governo è posto di fronte all’alternativa tra correttezza parlamentare, che non esclude nessuna opposizione, e incremento, seppure anomalo della sicurezza della maggioranza
Il Pd si sente già tagliato fuori?
Apparirebbe grave scartare il Pd da qualsiasi rappresentanza dopo che ha consentito che Di Maio divenisse vicepresidente della Camera. Ed anche che l’attuale presidente della Camera Roberto Fico venisse eletto presidente della vigilanza Rai. Però la gratitudine non è una qualità della politica.
Non solo in politica, in generale si dice che la gratitudine è il sentimento del giorno prima
E assolutamente vero.
Ha letto il contratto di programma nella parte che riguarda la giustizia?
È divisibile in quattro parti. Le cose preoccupanti rappresentate da tutte le misure di carattere economico. Poi ci sono le proposte che propongono misure già in vigore. Seguono alcune proposte positive e infine le proposte con il punto interrogativo. Tra queste rientra la materia della giustizia dove le grandi questioni non sono affatto affrontate. Secondo me c’è un problema di equilibrio fra due concezioni di giustizialismo contrapposte. Il giustizialismo dei Cinquestelle è la morale spostata sul piano del diritto e della repressione penale. È considerare salvifico il ruolo della punizione penale, il ruolo della magistratura o della comunicazione giudiziaria. Sono errori democratici specie se applicati agli avversari e non a sé stessi.
Si riferisce a Danilo Toninelli al quale è scappato di auspicare uno Stato etico?
L’on. Toninelli è un uomo serio,intelligente e preparato e quindi credo che si sia trattato di un grave lapsus. Tuttavia, come direbbe uno psicanalista, quell’uscita costituisce un episodio rivelatore. Ecco, dicevo, la Lega ha un altro tipo di giustizialismo che è proprio il contrario rispetto a quello propugnato dal M5s. Il suo è un populismo giustizialista che non si sposta sul piano morale, ma intende rassicurare il popolo sull’ordine. Le sue politiche sicuritarie si basano sulla repressione dei deboli, sull’aumento del potere di usare le armi, delle pene nei confronti dei soggetti marginali e così via. Va da sé che le due linee non mi piacciono. Tuttavia, anche in questo caso, sarei molto attento a valutare chi sarà il ministro della Giustizia e quali politiche metterà in atto.

Non ho voluto darle il tormento sulla gestione della sconfitta della sinistra e del Pd su cui, immagino, lei avrà un preciso punto di vista…
I dirigenti del Pd dovrebbero smettere di discettare sul futuro segretario e pensare maggiormente a quel che c’è. Consolidare innanzitutto le situazioni esistenti. Il 4 marzo in alcune realtà, tipo Torino e Milano, il Pd è risultato il primo partito. Ci sono altre aree nelle quali c’è stato un riconoscimento elettorale importante. Vogliamo chiederci come mai? Perché lì sì e altrove no? Il gruppo dirigente e i parlamentari vadano dove si è lavorato meglio per capire, per dare e prendere forza e coraggio. Questa è l’azione da compiere insieme a quella di curarsi delle ingiustizie sociali e dei vincoli impropri che gravano sui cittadini e sulle imprese, primi fra tutti quelli di carattere burocratico.

giovedì 24 maggio 2018

Cambiamenti climatici in atto in FVG: cosa sta succedendo?
Giovedì 24 maggio, ore 20:45 - Sala Degan, Biblioteca civica
Con: RENATO COLUCCI e SERGIO NORDIO
Svolgeremo una panoramica sui cambiamenti climatici in atto a livello planetario e sugli effetti che si stanno evidenziando in Friuli Venezia Giulia. In particolare verrà illustrato cosa si sta osservando nella circolazione atmosferica planetaria e quali ripercussioni si registrano sul territorio regionale.
Renato Colucci
Laurea in Scienze Geologiche e Dottorato di Ricerca in Scienze Ambientali, in parte trascorso nell’Artico alle Isole Svalbard. Lavora dal 1999 presso il Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche all’ISMAR di Trieste, dove si occupa di reti meteorologiche, glaciologia, clima e paleoclima. La sua ricerca si rivolge allo studio delle aree glaciali e periglaciali marittime di alta quota e le loro interazioni con il clima, sia in ambiente alpino sia in ambiente extraeuropeo. Ha partecipato a numerose spedizioni scientifiche sia nelle Alpi (Alpi orientali, Dolomiti, Stelvio, Austria, Slovenia, Svizzera) sia fuori dall’Europa (Cordigliera andina-Cile, Karakorum-Pakistan, Antartide). Dal 2015 è Professore a contratto in glaciologia presso l’Università di Trieste.


Sergio Nordio
Dal 1995 meteorologo-previsore presso l’Osservatorio Meteorologico Regionale dell’ARPA FVG e Centro Funzionale Decentrato - settore meteo - della Protezione Civile FVG. Si è specializzato nel settore della climatologia regionale e nella divulgazione meteorologica a livello educativo/scolastico oltre che in corsi formativi per adulti. Co-autore dei video didattico-scientifici Le voci della pioggia e le Le voci della neve. Referente per l’ARPA FVG del Progetto Europeo “ADRIAMET” (Interreg IIIA – Adriatic Cross Border), per un sistema integrato del monitoraggio e delle previsioni meteorologiche nel Mare Adriatico. È socio fondatore dell’Unione Meteorologica del FVG.

mercoledì 23 maggio 2018

Bufale, fake news, post-verità


Miniconvegno sul temaBufale, fake news, post-verità”,
organizzato da Giovani Democratici Pordenone (con la collaborazione del CICAP Fr.V.G.).

 Si terrà a Pordenone, in via Torricella, 2, il giorno 1/6/2018. Ingresso libero e gratuito.

Programma indicativo della serata
- 20.30 Introduzione
- 20.40 Intervento di Daniele Boltin (giornalista)
- 21.00 Spazio per le domande del pubblico
- 21.10 Intervento di Giuliano Bettella (CICAP Friuli - Venezia Giulia)
- 22.10 Spazio per le domande del pubblico
- 22.30 (al più tardi) Conclusione dell'incontro



www.facebook.com/events/589654374740126/

domenica 20 maggio 2018

Breve sintesi Assemblea Nazionale

Dal sito “Democratica” 
Ore 10,46 – “C’è la possibilità di fare una buona Assemblea dall’esito condiviso. Adesso è importante lavorare insieme contro un governo nettamente caratterizzato a destra”. Lo ha detto il coordinatore della segreteria Pd, Lorenzo Guerini, arrivando all’Assemblea del partito. “Una resa dei conti? Assolutamente no”, ha aggiunto.
Ore 12:00 – Iniziata la diretta dell’Assemblea del Pd. In apertura il vicepresidente Domenico De Santis ha invitato a un minuto di silenzio per le vittime sul lavoro, mentre Walter Verini è intervenuto per ricordare  MassimoD’Antona, di cui domani ricorre il diciannovesimo anniversario della morte.
Ore 12:05 – “Abbiamo all’ordine del giorno le dimissioni del segretario e i necessari adempimenti previsti dallo Statuto. In molti hanno però chiesto di discutere della situazione politica, spostando l’odg previsto per oggi alla prossima Assemblea del Pd. All’unanimità come ufficio di presidenza abbiamo deciso di accettare questa proposta, che pertanto metto in votazione”. Lo ha detto, tra qualche brusio, il presidente dell’Assemblea del Pd, Matteo Orfini, in apertura dei lavori.
Al termine della votazione, Orfini ha dichiarato approvata la proposta a maggioranza con 397 voti a favore, 221 contrari e 6 astenuti.
Ore 12:20 – Il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, dopo il voto sullo spostamento dell’odg, svolge il suo intervento di apertura iniziando dall’analisi della situazione politica attuale, a partire dalla sconfitta del Pd.
“Occorre ripensare noi stessi – ha detto -. Il motto “nessuno escluso” deve rimanere il nostro faro, e l’art. 3 della Costituzione resta il fondamento del nostro impegno”.
A proposito dell’alleanza Lega-M5S, per il segretario reggente del Pd “il contratto di governo è un libro a metà tra un racconto dei sogni e uno degli orrori”, ma, ha aggiunto, “commetteremmo un grave errore a pensare di reagire a quello che accade lanciando solo anatemi. Fa riflettere – ha aggiunto – il fatto che chi ha combattuto con forza la nostra riforma costituzionale oggi non si faccia sentire di fronte a tutto questo”.
“Sappiamo – ha aggiunto – che c’è  una geografia del risentimento che sta scombinando antiche certezze. Il nostro compito è davvero quello di costruire l’alternativa. Rimango convinto che fosse giusto sfidare il Movimento 5 Stelle su questioni di merito, avremmo reso più’ evidenti le contraddizioni e i limiti che oggi vediamo nero su bianco. Quale idea della democrazia hanno se riducono tutto a un contratto di tipo privatistico tra due leader? Quale idea di democrazia hanno se si presuppone che gli eletti siano lì per il proprio partito e non per il Paese?”.
“Faremo un congresso anticipato – ha detto Martina -, sarà un congresso importante. Lavoriamo insieme per portare in maniera unitaria e forte questo partito a quell’appuntamento”.
“Se tocca a me, anche se sono solo poche settimane, tocca a me – ha aggiunto – Non uso parole a caso e quando dico collegialità’. So benissimo che costa fatica, ma io so che questo e’ un lavoro da fare, in particolare in questo momento”.
Subito dopo il voto sul rinvio del voto su segretario e congresso alla prossima assemblea, Matteo Renzi ha lasciato l’Ergife. Poco dopo anche il premier Paolo Gentiloni ha lasciato l’Assemblea.
Ore 14:00 – “Lo spettacolo indecente offerto da M5S e Lega non basterà a rimetterci in piedi”, ha detto Gianni Cuperlo nel suo intervento perché, ha aggiunto “a essere sconfitta è stata un’intera classe dirigente. Per questo non bastano le dimissioni di uno”.
“Renzi ha detto “meglio essere divisivi e mandare avanti il Paese che tenere tutto fermo”, io credo che qui ci sia la ragione della nostra sconfitta, l’aver diviso il nostro campo”.
Per Cuperlo “il tema non è un nome ma la proposta. Nessuno di noi è innocente ma l’opera enorme che ci attende è rifondare la nostra idea di politica. Ci serve un congresso vero e una guida legittimata che Maurizio Martina può interpretare bene. Per questo serve un segretario che non faccia un altro mestiere”.
14:30 – E’ la volta dell’intervento di Andrea Orlando, il leader della minoranza dem, che subito esordisce: “Non mi riempie di orgoglio che il Pd sia stato spettatore inerte della saldatura tra populisti e destra”.
“Sottolineare lo scarto tra i fatti e le promesse di M5S e Lega sarà utile, ma proprio perché non riusciranno a mantenere ciò che hanno promesso in campo economico, acuiranno l’azione nel campo dei diritti civili e della giustizia. E qui lo dico, sono rimasto l’unico in Cdm a invocare la necessità di approvare la riforma del diritto penitenziario”.
“Serve un congresso vero – ha aggiunto Orlando -. Non mi fanno paura i gazebo, ma i gazebo stavolta non bastano. Serve una discussione profonda”.
“Io credo che oggi sarebbe servito eleggere un segretario” ha detto ancora Orlando, e commentando la notizia secondo la quale una parte dei membri dell’assemblea starebbero lasciando la sala per far mancare il numero legale, scegliendo quindi di non votare la relazione di Martina, Orlando ha detto: “Sarebbe uno scenario ben peggiore della conta che abbiamo scelto di non fare. Un errore di cui chi lo compire si assume la responsabilità”.

Ore 16:15 – Matteo Orfini pone in votazione la relazione del segretario reggente Maurizio Martina. La relazione è approvata con 294 voti favorevoli, 8 astenuti e nessun contrario.

venerdì 18 maggio 2018

Dichiarazione di Sergio Bolzonello

 BUON LAVORO A CHI HA VINTO LE ELEZIONI, PENALIZZATO PORDENONESE E GORIZIANO
«Auguriamo al Presidente Fedriga ed alla nuova Giunta regionale un buon lavoro, quello che ci sentiamo di rilevare è che le professionalità di alto livello annunciate pochi giorni fa dallo stesso non trovano riscontro, con qualche eccezione, nelle deleghe assegnate». 
Sergio Bolzonello, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale, commenta così la Giunta Fedriga presentata oggi a Trieste. 
«I numeri - rileva ancora Bolzonello - ci dicono che sarà un esecutivo a forte trazione leghista, com’è naturale che sia dall’esito delle urne, e con una evidente penalizzazione delle forze centriste e moderate. Sorprende inoltre che non fossero tutti presenti gli assessori, e ancor di più la scarsa rappresentatività nell’esecutivo di alcuni territori come il pordenonese ed il goriziano. Auspico infatti che non vogliano farci passare per pordenonese o per goriziana una persona che è milanese a tutti gli effetti, che nella vita è stata vicepresidente ed assessore della provincia di Milano dal 1985 al ’95, direttrice dell’assessorato alla cultura della regione Lombardia ed è l’attuale direttrice della Navigli Lombardi Scarl società partecipata dalla Regione Lombardia» 
conclude Sergio Bolzonello.

Dichiarazione segretario regionale Partito Democratico

“Il Fvg nei prossimi cinque anni sarà governato da una giunta Fedriga-centrica, in cui il presidente della Regione è padre padrone assoluto e lascia agli alleati solo qualche briciola”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg, Salvatore Spitaleri, commentando la composizione della nuova Giunta regionale, annunciata oggi pomeriggio.


Secondo Spitaleri “la Lega si assicura cinque assessori, cui vanno aggiunti Sergio Bini e Alessia Rosolen, figure notoriamente vicine al tandem Fedriga-Saro. Per il movimento di Renzo Tondo, guarda caso, non c’è alcuno spazio e a Forza Italia vanno poche, magre, consolazioni: sulle spalle di Riccardo Riccardi viene scaricata la patata bollente della sanità e dato il contentino della Protezione civile. Un disegno chiaro e un quadro ben delineato, in cui il controllo da parte di Fedriga e della sua Lega è e sarà totale”.

“Alla nuova Giunta – osserva Spitaleri – vanno i nostri auguri di buon lavoro, nell’auspicio che al primo posto vi sia sempre il bene del Fvg e dei suoi cittadini. Si preparino a passare dall’opposizione al governo, perché le sfide saranno difficili e la posta in palio molto alta. Staremo a vedere come lavoreranno e la nostra opposizione sarà serrata. Vigileremo, con particolare attenzione, per l'assoluto rispetto di legalità, contro ogni rischio di conflitto di interessi, a salvaguardia della specialità della regione e della coesione sociale e dei territori, a  tutela delle comunità linguistiche regionali”.

La nuova Giunta del F.V.G.

Dal sito della Regione FVG 18.05.2018 16:44

Trieste, 18 mag -
 "Le deleghe sono state assegnate in base alle competenze: sono convinto che sarà un'ottima Giunta, capace di lavorare per dare risposte agli impegni assunti con i cittadini". Lo ha dichiarato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, alla conferenza stampa di presentazione della nuova Giunta regionale.

Fedriga ha quindi chiarito di aver "puntato su nomi di qualità, e per questo ringrazio tutte le forze politiche che si sono messe a disposizione al fine di comporre la miglior squadra, perché ora la grande sfida è rimettere in piedi la nostra regione. Per farlo - ha precisato - ci servono impegno e professionalità sia da parte della Giunta che del Consiglio regionale".

Il governatore ha quindi chiarito che manterrà per sé le deleghe agli Affari Internazionali e alla Montagna, oltre ai ruoli di commissario straordinario per la Ferriera di Servola, il Rischio idrogeologico e la Terza corsia della A4.

In merito alle minoranze linguistiche, Fedriga ha infine annunciato che la competenza potrebbe rimanere in capo alla Presidenza o all'assessore alle Autonomie local
Deleghe e profili degli assessori
Riccardo Riccardi: vicepresidente con deleghe a Salute, Politiche sociali, Disabilità e Protezione civile. Nato nel 1962 a Udine, laureato in Architettura, giornalista professionista, dirigente di Autovie Venete. Ha ricoperto le cariche di assessore del Comune di Codroipo, assessore all'Ambiente della Provincia di Udine, assessore alla Mobilità, Energia e Infrastrutture della Regione dal 2008 al 2013. Nel 2008 è stato Commissario delegato di Governo per l'emergenza della A4 e dal 2009 al 2010 Commissario delegato per l'emergenza alluvioni. È stato presidente della commissione di Protezione civile e coordinatore degli assessori nella Conferenza dei presidenti delle Regioni. Consigliere regionale nell'XI legislatura.

Pierpaolo Roberti: assessore ad Autonomie locali, Sicurezza e Politiche comunitarie. Nato a Trieste nel 1980, diplomato in ragioneria, dipendente del Comune di Duino Aurisina, è stato per due anni vicesindaco di Trieste con deleghe a Polizia Locale, Sicurezza, Protezione civile, Grandi eventi e Famiglia prima di lasciare l'incarico per la Regione.

Fabio Scoccimarro, assessore ad Ambiente e Energia. Nato a Trieste il 18 ottobre 1957, laureato in Storia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trieste, imprenditore, è stato presidente della Provincia di Trieste da giugno 2001 ad aprile 2006. Nominato commendatore dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nel 2005, è stato anche vicepresidente dell'Aeroporto di Trieste Spa e presidente della fondazione Isai (Istituto sviluppo ambientale internazionale) dell'Unesco. Dal 2016 è vicepresidente della Trieste Trasporti Spa.

Barbara Zilli: assessore a Finanze e Patrimonio. Nata nel 1978 a San Daniele, laureata in Giurisprudenza, avvocato. Ha ricoperto le cariche di consigliere comunale a Gemona del Friuli, consigliere del Cda di Agemont Spa, consigliere provinciale e assessore della Provincia di Udine. Consigliere regionale dal 2013 al 2018.

Graziano Pizzimenti: assessore a Infrastrutture e Territorio. Nato a Udine nel 1961, laureato in Economia e commercio all'Università di Trieste. Sindaco di Marano Lagunare dal 1995 al 2009 e vicesindaco dal 2009 al 2014. Docente di matematica applicata all'Istituto tecnico commerciale Deganutti, è stato presidente dell'Ater di Udine dal 2000 al 2005, componente del cda di Mediocredito dal 2008 al 2011 e successivamente vicepresidente del Consorzio industriale Aussa Corno.
  

Stefano Zannier: assessore a Risorse agroalimentari e Forestali. Nato a Spilimbergo nel 1971, ha un diploma di geometra. È libero professionista nel settore della sicurezza nei luoghi di lavoro. Dal 2009 al 2014 è stato assessore provinciale alla Caccia e Pesca, Sicurezza, Edilizia e Patrimonio e Ambiente. Al suo attivo ha anche una legislatura in Municipio a Spilimbergo, dove ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale dal 2013 al 30 aprile 2018, ruolo nel quale è stato riconfermato alle recenti elezioni comunali. Ha ricoperto, inoltre, l'incarico di presidente della casa di riposo di Spilimbergo dal 2015 al 2016.

Tiziana Gibelli: assessore a Cultura e Sport. Nata a Milano nel 1953, laureata in Lettere alla Statale di Milano, è direttore della Navigli Lombardi scarl e, in precedenza (2007-2009), è stata al vertice della direzione Cultura di Regione Lombardia dove ha seguito in particolare i rapporti con l'Unesco oltre a progettazione e realizzazione di grandi eventi regionali. Tra le esperienze nel settore privato, le cariche di amministratore delegato e direttore generale nella Netdish spa di Padova e prima ancora consigliere delegato e direttore generale del settore editoriale Suvini Zerboni spa, holding del Gruppo editoriale Sugar. Ha ricoperto inoltre l'incarico di assessore alla Cultura e vicepresidente della Provincia di Milano (1985-1995).

Sebastiano Callari, assessore alla Funzione pubblica e Semplificazione. Nato a Siracusa nel 1958, laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Urologia all'Università di Catania, è dirigente medico presso la Ass2 Isontina quale responsabile dal 1996 del servizio di Urodinamica. Ufficiale medico nel Corpo di Sanità dell'Esercito a Cesano di Roma e San Lorenzo Isontino (Go), membro di varie società scientifiche nazionali e internazionali. Attualmente assessore alle Politiche sociali del Comune di Monfalcone.

Sergio Emidio Bini, assessore alle Attività produttive. Nato a Latisana nel 1968, diploma di perito agrario, imprenditore. Ha ricoperto la carica di vicepresidente della Ater di Udine dal 15 marzo al 31 dicembre 2013. Fondatore di una importante società nazionale operante nel settore dei servizi.

Alessia Rosolen, assessore a Istruzione, Ricerca, Università, Lavoro, Formazione e Famiglia. Nata nel 1970 a Trieste, laurea in Relazioni pubbliche conseguita alla Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Udine, è stata assessore regionale a Lavoro, Formazione, Università e Ricerca dal 2008 al 2010 e ha ricoperto diversi ruoli istituzionali, tra i quali consigliere comunale di Trieste dal 1998 al 2008 e dal 2011 al 2016 e consigliere provinciale di Trieste dal 2001 al 2002. Giornalista professionista, è iscritta alla Lista unica di esperti in materia di affari europei e internazionali dell'Office for Eu projects della Central european initiative.

martedì 15 maggio 2018

Assemblea Nazionale Partito Democratico


Il Presidente Matteo Orfini ha convocato l’Assemblea nazionale sabato 19 maggio 2018 a Roma, presso l’Ergife Palace Hotel in via Aurelia, 619.
 
Ordine del giorno
I lavori dell’Assemblea nazionale avranno il seguente ordine del giorno:
  • dimissioni del Segretario nazionale;
  • adempimenti conseguenti alle dimissioni del Segretario nazionale di cui all’art. 3 comma 2 dello Statuto del Partito Democratico.

Delegati all’Assemblea Nazionale per la Provincia di Pordenone (eletti con le primarie del 30 aprile 2017):
·            Sergio Bolzonello
·            Nicola Conficoni
·            Chiara Da Giau
·            Sergio Mazzer
·            Cristina Querini

Dichiarazione di Bolzonello

Sergio Bolzonello commenta la scelta del gruppo consiliare regionale di nominarlo come capogruppo del Partito Democratico:

“Ringrazio il gruppo che ha scelto di affidarmi questo incarico che accetto con la determinazione di chi sa che ci attendono cinque anni di controllo, ma anche di proposte, un’opposizione che sia responsabile, costruttiva e attenta. 
Ritengo che ci siano numerosi modi di stare in Consiglio, personalmente penso che urlare e criticare non debbano fare più parte della politica soprattutto a questo livello. Serve responsabilità e la consapevolezza che il percorso avviato cinque anni fa non può essere azzerato, deve anzi essere rafforzato attraverso dei correttivi. Sarà in ogni caso compito della maggioranza e del centrodestra, noi saremo attente e propositive sentinelle".