CONSIGLIO COMUNALE DI FONTANAFREDDA
CONVOCATO PER MERCOLEDI’ 28 LUGLIO 2010 ALLE ORE 17.00 SEDE COMUNALE CA’ ANSELMI, VIALE GRIGOLETTI 11, FONTANAFREDDA
ORDINE DEL GIORNO
1. COMUNICAZIONI DEL SINDACO
2. LETTURA E APPROVAZIONE VERBALI DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 14.06.2010 DAL N. 40 AL N. 48
3. ORDINE DEL GIORNO URGENTE PRESENTATO DAL GRUPPO CONSILIARE PD AVENTE AD OGGETTO : “ATTIVAZIONE BANDA LARGA”
4. ORDINE DEL GIORNO URGENTE PRESENTATO DAL GRUPPO CONSILIARE PD AVENTE AD OGGETTO : “CRISI ECONOMICA ED EFFETTI DEL D.L. 31.05.2010 N. 78”
5. RATIFICA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 144 DEL 30.06.2010: “VARIAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2020 – V^”
6. RATIFICA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 146 DEL 30.06.2010: “VARIAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2020 – VI^”
7. PROGETTO DI FUSIONE PER INCORPORAZIONE DEL CONSORZIO DEL MOBILE DI BRUGNERA NELL’A.S.D.I. (AGENZIA PER LO SVILUPPO DEI DISTRETTI INDUSTRIALI – DISTRETTO DEL MOBILE SOC. CONS. A.R.L.) – RIAPPROVAZIONE
8. ARTICOLO 63/BIS DELLA L.R. 5/2007 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI. ESAME ED ADOZIONE DELLA VARIANTE URBANISTICA N. 30 AL PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE
mercoledì 21 luglio 2010
domenica 11 luglio 2010
Ordine del giorno urgente presentato dal PD di Fontanafredda
Al Signor Sindaco del
Comune di
Fontanafredda PN
Franco Anese, consigliere comunale del Partito Democratico di Fontanafredda, intende riportare all’attenzione del Consiglio il problema del lavoro e dell’occupazione.
Già con precedenti interpellanze e iniziative è stato sollecitato il Consiglio ad attivarsi, nell’ambito delle sue funzioni istituzionali, per favorire ogni possibile strategia atta a ridurre l’impatto della crisi economica nella nostra comunità.
Nel Consiglio Comunale del 14 giugno scorso abbiamo ragionato sul fondo sociale costituito dalla nostra amministrazione e sull’aggravarsi della cristi occupazionale.
Attualmente il Parlamento sta affrontando la discussione del decreto legge 31 maggio 2010 n.78, nell’ambito della discussione sulla manovra finanziaria per il 2011-2012.
In tale decreto c’è un articolo che, se approvato, vanificherebbe molti accordi stipulati tra le aziende in crisi e i lavoratori messi in mobilità, lasciandoli completamente scoperti dal punto di vista degli ammortizzatori sociali e della maturazione dei requisiti per la pensione.
Questo avrebbe una ricaduta pesantemente negativa anche tra i lavoratori delle aziende in crisi del nostro Comune.
Al fine di sollecitare il Parlamento a tener conto di tali rischi ed evitarne le conseguenze propongo al Consiglio la seguente deliberazione:
ORDINE DEL GIORNO
IL CONSIGLIO COMUNALE DI FONTANAFREDDA,
preso atto che:
a seguito della crisi economica, anche nel territorio comunale alcune aziende hanno sottoscritto accordi, presso la Regione Friuli Venezia Giulia, per la riduzione della forza lavoro;
tali accordi nella loro struttura standard prevedono che, dopo un periodo di cassa integrazione straordinaria, possa essercene un altro di mobilità, variabile da uno a tre anni, in rapporto all'età della persona interessata;
considerato che:
in funzione di questi dati certi, sono stati costruiti percorsi prestabiliti che mettono in relazione i requisiti necessari alla maturazione della pensione e la decorrenza della stessa, tali da farvi rientrare il maggior numero possibile di persone e dare la possibilità, alle più giovani, di rimanere in azienda;
il decreto legge 31 maggio 2010, n° 78, nello specifico l'articolo 12, contiene provvedimenti che, se adottati, farebbero perdere di efficacia gli accordi sottoscritti;
la cosiddetta “finestra mobile”, che fa decorrere l'ottenimento del trattamento pensionistico dopo un anno dal maturamento del diritto, costringerà a lavorare esattamente un anno in più e le persone che si troveranno alla scadenza della mobilità non avranno la copertura economica di tale periodo;
nella norma un passaggio prende in considerazione questa ipotesi, ma individua percorsi incerti e di difficile attuazione;
la generalità della norma andrebbe a colpire molti degli accordi aziendali già stipulati;
delibera
di porre in essere tutte le iniziative utili, per contribuire a sanare questa situazione ed
impegna il Sindaco e la Giunta
ad intervenire presso i Parlamentari eletti nella regione Friuli Venezia Giulia perché, si rendano parte attiva nei rispettivi Gruppi parlamentari al fine di emendare il decreto nella parte in questione, in modo che non vada a ledere in nessuna forma, alcun accordo collettivo stipulato prima dell'entrata in vigore del decreto in questione;
a trasmettere la presente deliberazione al Sig. Prefetto di Pordenone, per le iniziative di propria competenza.
Fontanafredda, 08. 07. 2010
Al Signor Sindaco del
Comune di
Fontanafredda PN
Franco Anese, consigliere comunale del Partito Democratico di Fontanafredda, intende riportare all’attenzione del Consiglio il problema del lavoro e dell’occupazione.
Già con precedenti interpellanze e iniziative è stato sollecitato il Consiglio ad attivarsi, nell’ambito delle sue funzioni istituzionali, per favorire ogni possibile strategia atta a ridurre l’impatto della crisi economica nella nostra comunità.
Nel Consiglio Comunale del 14 giugno scorso abbiamo ragionato sul fondo sociale costituito dalla nostra amministrazione e sull’aggravarsi della cristi occupazionale.
Attualmente il Parlamento sta affrontando la discussione del decreto legge 31 maggio 2010 n.78, nell’ambito della discussione sulla manovra finanziaria per il 2011-2012.
In tale decreto c’è un articolo che, se approvato, vanificherebbe molti accordi stipulati tra le aziende in crisi e i lavoratori messi in mobilità, lasciandoli completamente scoperti dal punto di vista degli ammortizzatori sociali e della maturazione dei requisiti per la pensione.
Questo avrebbe una ricaduta pesantemente negativa anche tra i lavoratori delle aziende in crisi del nostro Comune.
Al fine di sollecitare il Parlamento a tener conto di tali rischi ed evitarne le conseguenze propongo al Consiglio la seguente deliberazione:
ORDINE DEL GIORNO
IL CONSIGLIO COMUNALE DI FONTANAFREDDA,
preso atto che:
a seguito della crisi economica, anche nel territorio comunale alcune aziende hanno sottoscritto accordi, presso la Regione Friuli Venezia Giulia, per la riduzione della forza lavoro;
tali accordi nella loro struttura standard prevedono che, dopo un periodo di cassa integrazione straordinaria, possa essercene un altro di mobilità, variabile da uno a tre anni, in rapporto all'età della persona interessata;
considerato che:
in funzione di questi dati certi, sono stati costruiti percorsi prestabiliti che mettono in relazione i requisiti necessari alla maturazione della pensione e la decorrenza della stessa, tali da farvi rientrare il maggior numero possibile di persone e dare la possibilità, alle più giovani, di rimanere in azienda;
il decreto legge 31 maggio 2010, n° 78, nello specifico l'articolo 12, contiene provvedimenti che, se adottati, farebbero perdere di efficacia gli accordi sottoscritti;
la cosiddetta “finestra mobile”, che fa decorrere l'ottenimento del trattamento pensionistico dopo un anno dal maturamento del diritto, costringerà a lavorare esattamente un anno in più e le persone che si troveranno alla scadenza della mobilità non avranno la copertura economica di tale periodo;
nella norma un passaggio prende in considerazione questa ipotesi, ma individua percorsi incerti e di difficile attuazione;
la generalità della norma andrebbe a colpire molti degli accordi aziendali già stipulati;
delibera
di porre in essere tutte le iniziative utili, per contribuire a sanare questa situazione ed
impegna il Sindaco e la Giunta
ad intervenire presso i Parlamentari eletti nella regione Friuli Venezia Giulia perché, si rendano parte attiva nei rispettivi Gruppi parlamentari al fine di emendare il decreto nella parte in questione, in modo che non vada a ledere in nessuna forma, alcun accordo collettivo stipulato prima dell'entrata in vigore del decreto in questione;
a trasmettere la presente deliberazione al Sig. Prefetto di Pordenone, per le iniziative di propria competenza.
Fontanafredda, 08. 07. 2010
venerdì 18 giugno 2010
Comunicato stampa.
Interrogazione sulle ragioni della penalizzazione di Pordenone nella ripartizione delle dotazioni del personale docente
In occasione d’un incontro, presso l’Aula Magna dell’Istituto Mattiussi, promosso unitariamente dalle organizzazioni sindacali della scuola, mi ero assunto, nel rispetto delle iniziative autonome di tali organizzazioni, l’impegno personale di predisporre un’interrogazione al Presidente della Regione ed all’assessore competente sui criteri applicati dall’Ufficio Scolastico Regionale per la ripartizione delle dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2010/2011 nelle Scuole dell’Infanzia, nelle Scuole Primarie e nelle Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado delle province di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia. Non si tratta di aprire una specie di guerra tra poveri, vista la scelta del governo nazionale che ha imposto tagli drastici ed inaccettabili all’intero sistema scolastico nazionale, decisione che sta determinando e determinerà ancor più, pure nell’ambito di tutti i territori della regione Friuli Venezia Giulia, un riduzione pesante degli organici e dell’attività didattica. Ma la situazione della provincia di Pordenone, non si sa sulla base di base di quali motivazioni, viene ancora più pesantemente colpita.
Nell’interrogazione presentata alla Presidenza, pongo una serie di quesiti, che vogliono mettere in risalto questa situazione, che considero sbagliata e che non manifesta certo la correttezza delle scelte degli organi predisposti all’organizzazione delle attività scolastiche e della funzione di controllo e di garanzia che deve obbligatoriamente essere svolta dall’amministrazione regionale. Nell’interrogazione chiedo quali siano le ragioni delle evidenti differenze del rapporto alunni/posti tra le quattro province e in particolare di quello particolarmente penalizzante relativo alla provincia di Pordenone, soprattutto alla luce del maggiore incremento del numero di alunni evidenziatosi in questa provincia rispetto alle altre tre della regione. Domando, con riferimento alla scuola primaria, quante siano le famiglie che hanno richiesto il tempo scuola nelle diverse tipologie ( 24, 27, 30 e 40 ore ) in ciascuna delle quattro province e se le dotazioni organiche assegnate siano sufficienti a soddisfare le richieste avanzate. Con riferimento alla Scuola dell’infanzia nella Provincia di Pordenone richiedo di sapere quanti siano i posti assegnati rispetto a quelli richiesti, se siano state effettuate compensazioni tra i contingenti di organico destinati alla Scuola Primaria e quelli destinati alla Scuola dell’Infanzia, con una chiara penalizzazione di quest’ultima. Infine quale sia la ragione della decisione di disattendere l’indicazione ministeriale di determinare le dotazioni organiche della Scuola dell’Infanzia “nell’ottica della generalizzazione del servizio”, come indicato dalla Circolare del Ministero dell’Istruzione del 13 aprile scorso. Rispetto alla condizione della limitata capienza delle aule, condizione presente in più d’un istituto scolastico, quali siano gli atti concretamente compiuti dall’Ufficio Scolastico Regionale per adempiere alla prescrizione contenuta nella Circolare dello stesso Ministero dell’Istruzione relativamente alla necessità di prestare, nella definizione degli organici, puntuale attenzione a tali condizioni di disagio.
Paolo Pupulin consigliere regionale PD
Interrogazione sulle ragioni della penalizzazione di Pordenone nella ripartizione delle dotazioni del personale docente
In occasione d’un incontro, presso l’Aula Magna dell’Istituto Mattiussi, promosso unitariamente dalle organizzazioni sindacali della scuola, mi ero assunto, nel rispetto delle iniziative autonome di tali organizzazioni, l’impegno personale di predisporre un’interrogazione al Presidente della Regione ed all’assessore competente sui criteri applicati dall’Ufficio Scolastico Regionale per la ripartizione delle dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2010/2011 nelle Scuole dell’Infanzia, nelle Scuole Primarie e nelle Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado delle province di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia. Non si tratta di aprire una specie di guerra tra poveri, vista la scelta del governo nazionale che ha imposto tagli drastici ed inaccettabili all’intero sistema scolastico nazionale, decisione che sta determinando e determinerà ancor più, pure nell’ambito di tutti i territori della regione Friuli Venezia Giulia, un riduzione pesante degli organici e dell’attività didattica. Ma la situazione della provincia di Pordenone, non si sa sulla base di base di quali motivazioni, viene ancora più pesantemente colpita.
Nell’interrogazione presentata alla Presidenza, pongo una serie di quesiti, che vogliono mettere in risalto questa situazione, che considero sbagliata e che non manifesta certo la correttezza delle scelte degli organi predisposti all’organizzazione delle attività scolastiche e della funzione di controllo e di garanzia che deve obbligatoriamente essere svolta dall’amministrazione regionale. Nell’interrogazione chiedo quali siano le ragioni delle evidenti differenze del rapporto alunni/posti tra le quattro province e in particolare di quello particolarmente penalizzante relativo alla provincia di Pordenone, soprattutto alla luce del maggiore incremento del numero di alunni evidenziatosi in questa provincia rispetto alle altre tre della regione. Domando, con riferimento alla scuola primaria, quante siano le famiglie che hanno richiesto il tempo scuola nelle diverse tipologie ( 24, 27, 30 e 40 ore ) in ciascuna delle quattro province e se le dotazioni organiche assegnate siano sufficienti a soddisfare le richieste avanzate. Con riferimento alla Scuola dell’infanzia nella Provincia di Pordenone richiedo di sapere quanti siano i posti assegnati rispetto a quelli richiesti, se siano state effettuate compensazioni tra i contingenti di organico destinati alla Scuola Primaria e quelli destinati alla Scuola dell’Infanzia, con una chiara penalizzazione di quest’ultima. Infine quale sia la ragione della decisione di disattendere l’indicazione ministeriale di determinare le dotazioni organiche della Scuola dell’Infanzia “nell’ottica della generalizzazione del servizio”, come indicato dalla Circolare del Ministero dell’Istruzione del 13 aprile scorso. Rispetto alla condizione della limitata capienza delle aule, condizione presente in più d’un istituto scolastico, quali siano gli atti concretamente compiuti dall’Ufficio Scolastico Regionale per adempiere alla prescrizione contenuta nella Circolare dello stesso Ministero dell’Istruzione relativamente alla necessità di prestare, nella definizione degli organici, puntuale attenzione a tali condizioni di disagio.
Paolo Pupulin consigliere regionale PD
COMUNICATO STAMPA.
UN ODIOSO ATTO DI DISCRIMINAZIONE NEI CONFRONTI D’UN BAMBINO DISABILE.
Mi ha colpito il caso denunciato dalla madre egiziana della palese discriminazione decisa dall’amministrazione Tondo, che ha negato l’assistenza ed il sostegno scolastico al proprio figlio affetto da sindrome di Down. Il Presidente della Regione, che vuol darsi un profilo aperto e sensibile, ha invece lasciato passare in tanti provvedimenti la logica della discriminazione generale nei confronti degli immigrati, persino a prescindere dalla regolarità della loro presenza in Friuli Venezia Giulia. Per queste scelte si deve ritenere assieme alla sua coalizione di destra, come corresponsabile d’un incredibile azione persecutoria nei confronti d’un bambino disabile. Bene ha fatto il Comune di Pordenone a garantire, ugualmente, con propri fondi la continuità del servizio di affiancamento del minore. Ma ritengo che, per la maggior parte dei cittadini della nostra regione, diventi sempre più insopportabile l’ immagine di regione chiusa ed arrogante, che esce da questi atteggiamenti, che non sanno riconoscere l’apporto di valori, di competenze e persino di rispetto delle regole e dei doveri che l’assoluta maggioranza della presenza immigrata sta dimostrando. Considero il caso denunciato, da questo punto di vista esemplare nella sua insensatezza. Per questo motivo ho deciso di presentare un’interrogazione in consiglio regionale, dove chiedo di conoscere come si intenda intervenire contro qualsiasi tipo di discriminazione nell’accesso ai servizi del Welfare regionale, tanto più odioso perché rivolto nei confronti dei bambini disabili. Chiedo pure di sapere come si intende rispondere alla richiesta dei Servizi sociali del Comune di Pordenone sull’applicabilità d’una norma contraddittoria con quelle dello Stato e della stessa Comunità Europea. Infine pretendo di conoscere come l’amministrazione Tondo ritiene di comportarsi a fronte dell’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale da parte del governo nazionale “amico” contro una norma considerata dallo stesso esecutivo Berlusconi come ingiustificatamente discriminatoria nei riguardi non solo degli extracomunitari residenti, ma pure nei confronti degli stessi comunitari non residenti o residenti da meno di 36 mesi. Una discriminazione ingiustificata, che viola i diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione che garantisce l’assistenza sociale ad ogni cittadino, tanto più se minore. A nome del gruppo consiliare del PD sono a manifestare la solidarietà nei confronti d’una madre e d’una famiglia coraggiosa e l’impegno continuo perché fatti simili non debbano più succedere.
Paolo Pupulin consigliere regionale PD
UN ODIOSO ATTO DI DISCRIMINAZIONE NEI CONFRONTI D’UN BAMBINO DISABILE.
Mi ha colpito il caso denunciato dalla madre egiziana della palese discriminazione decisa dall’amministrazione Tondo, che ha negato l’assistenza ed il sostegno scolastico al proprio figlio affetto da sindrome di Down. Il Presidente della Regione, che vuol darsi un profilo aperto e sensibile, ha invece lasciato passare in tanti provvedimenti la logica della discriminazione generale nei confronti degli immigrati, persino a prescindere dalla regolarità della loro presenza in Friuli Venezia Giulia. Per queste scelte si deve ritenere assieme alla sua coalizione di destra, come corresponsabile d’un incredibile azione persecutoria nei confronti d’un bambino disabile. Bene ha fatto il Comune di Pordenone a garantire, ugualmente, con propri fondi la continuità del servizio di affiancamento del minore. Ma ritengo che, per la maggior parte dei cittadini della nostra regione, diventi sempre più insopportabile l’ immagine di regione chiusa ed arrogante, che esce da questi atteggiamenti, che non sanno riconoscere l’apporto di valori, di competenze e persino di rispetto delle regole e dei doveri che l’assoluta maggioranza della presenza immigrata sta dimostrando. Considero il caso denunciato, da questo punto di vista esemplare nella sua insensatezza. Per questo motivo ho deciso di presentare un’interrogazione in consiglio regionale, dove chiedo di conoscere come si intenda intervenire contro qualsiasi tipo di discriminazione nell’accesso ai servizi del Welfare regionale, tanto più odioso perché rivolto nei confronti dei bambini disabili. Chiedo pure di sapere come si intende rispondere alla richiesta dei Servizi sociali del Comune di Pordenone sull’applicabilità d’una norma contraddittoria con quelle dello Stato e della stessa Comunità Europea. Infine pretendo di conoscere come l’amministrazione Tondo ritiene di comportarsi a fronte dell’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale da parte del governo nazionale “amico” contro una norma considerata dallo stesso esecutivo Berlusconi come ingiustificatamente discriminatoria nei riguardi non solo degli extracomunitari residenti, ma pure nei confronti degli stessi comunitari non residenti o residenti da meno di 36 mesi. Una discriminazione ingiustificata, che viola i diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione che garantisce l’assistenza sociale ad ogni cittadino, tanto più se minore. A nome del gruppo consiliare del PD sono a manifestare la solidarietà nei confronti d’una madre e d’una famiglia coraggiosa e l’impegno continuo perché fatti simili non debbano più succedere.
Paolo Pupulin consigliere regionale PD
giovedì 20 maggio 2010
DAL GRUPPO CONSILIARE DEL PARTITO DEMOCRATICO
REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA
12.05.2010 - MORETTON: Sanità: aumenta la spesa!
Il contenimento della spesa nel comparto sanitario, annunciata da Tondo, va già in deroga, nonostante la grande conclamata decisione di essere coerenti con i tempi e sulla conseguente necessità di contenere la spesa.
E’ di oggi la notizia che la nomina del direttore sanitario dell’ospedale Santa Maria degli Angeli, come quella già avvenuta per l’Azienda sanitaria territoriale pordenonese, prevede uno stipendio, in entrambi i casi, notevolmente superiore rispetto a quello di chi li ha preceduti e di tutti gli altri direttori sanitari della regione. E’ evidente che ancora una volta si predica bene e si razzola male. Ci si chiede, e vorremmo avere delle risposte, perché si sia provveduto a fissare un trattamento economico maggiore per queste nuove designazioni, contribuendo a creare malumori e comunque a costituire un precedente, che certamente non va verso il risparmio.
C’è inoltre da porre l’accento che in momenti difficili come questo, in cui ci sono grandi appelli al risparmio, dove s’impongono grossi sacrifici ai cittadini, sarebbe un buon esempio incominciare dalle istituzioni e da chi ci governa imporre dei limiti, o comunque non preveder aumenti per chi riveste queste cariche di nomina regionale.
In tutto ciò desta sospetto il silenzio di Kosic.
E’ evidente che lascio a Tondo una risposta che sia plausibile, senza cadere nella retorica e nel populismo.
Trieste, 12 maggio 2010
REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA
12.05.2010 - MORETTON: Sanità: aumenta la spesa!
Il contenimento della spesa nel comparto sanitario, annunciata da Tondo, va già in deroga, nonostante la grande conclamata decisione di essere coerenti con i tempi e sulla conseguente necessità di contenere la spesa.
E’ di oggi la notizia che la nomina del direttore sanitario dell’ospedale Santa Maria degli Angeli, come quella già avvenuta per l’Azienda sanitaria territoriale pordenonese, prevede uno stipendio, in entrambi i casi, notevolmente superiore rispetto a quello di chi li ha preceduti e di tutti gli altri direttori sanitari della regione. E’ evidente che ancora una volta si predica bene e si razzola male. Ci si chiede, e vorremmo avere delle risposte, perché si sia provveduto a fissare un trattamento economico maggiore per queste nuove designazioni, contribuendo a creare malumori e comunque a costituire un precedente, che certamente non va verso il risparmio.
C’è inoltre da porre l’accento che in momenti difficili come questo, in cui ci sono grandi appelli al risparmio, dove s’impongono grossi sacrifici ai cittadini, sarebbe un buon esempio incominciare dalle istituzioni e da chi ci governa imporre dei limiti, o comunque non preveder aumenti per chi riveste queste cariche di nomina regionale.
In tutto ciò desta sospetto il silenzio di Kosic.
E’ evidente che lascio a Tondo una risposta che sia plausibile, senza cadere nella retorica e nel populismo.
Trieste, 12 maggio 2010
giovedì 6 maggio 2010
24.4.2010
COMUNICATO DEL CAPOGRUPPO DELLA COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA, CESARE DAMIANO: GOVERNO E MAGGIORANZA BOCCIANO MISURE ANTI CRISI
"Governo e maggioranza, nel respingere tutti gli emendamenti del Pd e della opposizione sugli ammortizzatori sociali, si assumono la responsabilità di negare al paese le risposte necessarie per difendere i lavoratori dalla crisi. Questa scelta è tanto più grave se si considera che tutti i nostri emendamenti ricalcavano la proposta di legge concordemente varata in commissione lavoro da maggioranza e opposizione. L'alibi delle coperture finanziare nasconde in realtà la volontà politica del governo di procedere da solo e di non fermarsi neanche di fronte ad accordi sottoscritti dalla propria maggioranza che vengono così stracciati. Dopo la cancellazione dei miglioramenti per il prolungamento della durata della cassa integrazione ordinaria e per il pagamento degli stipendi delle aziende in crisi, l'unico punto fondamentale ‘superstite' è quello del miglioramento delle tutele per i lavoratori a progetto che il Pd aveva chiesto con forza. Vigileremo affinché, dopo la fase di monitoraggio delle domande di tutela da parte dei lavoratori a progetto licenziati, tutte le risorse disponibili siano utilizzate per consentire il più facile e largo accesso dei lavoratori interessati a questi benefici e la più alta copertura salariale rispetto alla retribuzione percepita".
----------------------------------------------------------------------------------------
Dichiarazione dell’on.le Ettore Rosato, deputato Pd
Lavoro: Pdl e Lega tutelano i forti contri i deboli
"Pdl e Lega hanno gettato la maschera e scoperto la vera natura della loro alleanza: tutelare sempre i più forti a scapito dei più deboli. In modo irresponsabile e sconsiderato, privo di qualsiasi giustificazione governo e maggioranza hanno votato contro l'estensione della cassa integrazione ordinaria fino a 18 mesi e impedito alle migliaia di lavoratori senza stipendio a causa della crisi delle proprie aziende di percepire, attraverso l'Inps, un anticipo che consentisse alle loro famiglie di avere una boccata d'ossigeno. Ci siamo sentiti ripetere in Aula che mancano le risorse. E' falso. La verità è che il governo non ha voluto trovarle. E' stata una scelta politica, mentre il Pd aveva indicato le coperture e dimostrato, con i propri emendamenti, che le risorse, potevano essere rintracciate. Il voto di oggi mette in evidenza un dato inequivocabile: la destra al governo fa aumentare le diseguaglianze, chi è ricco diventa sempre più ricco e chi è povero diventa sempre più povero. E pensare che si erano presentati agli elettori come i nuovi Robin Hood. Sì lo sono, ma al contrario."
COMUNICATO DEL CAPOGRUPPO DELLA COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA, CESARE DAMIANO: GOVERNO E MAGGIORANZA BOCCIANO MISURE ANTI CRISI
"Governo e maggioranza, nel respingere tutti gli emendamenti del Pd e della opposizione sugli ammortizzatori sociali, si assumono la responsabilità di negare al paese le risposte necessarie per difendere i lavoratori dalla crisi. Questa scelta è tanto più grave se si considera che tutti i nostri emendamenti ricalcavano la proposta di legge concordemente varata in commissione lavoro da maggioranza e opposizione. L'alibi delle coperture finanziare nasconde in realtà la volontà politica del governo di procedere da solo e di non fermarsi neanche di fronte ad accordi sottoscritti dalla propria maggioranza che vengono così stracciati. Dopo la cancellazione dei miglioramenti per il prolungamento della durata della cassa integrazione ordinaria e per il pagamento degli stipendi delle aziende in crisi, l'unico punto fondamentale ‘superstite' è quello del miglioramento delle tutele per i lavoratori a progetto che il Pd aveva chiesto con forza. Vigileremo affinché, dopo la fase di monitoraggio delle domande di tutela da parte dei lavoratori a progetto licenziati, tutte le risorse disponibili siano utilizzate per consentire il più facile e largo accesso dei lavoratori interessati a questi benefici e la più alta copertura salariale rispetto alla retribuzione percepita".
----------------------------------------------------------------------------------------
Dichiarazione dell’on.le Ettore Rosato, deputato Pd
Lavoro: Pdl e Lega tutelano i forti contri i deboli
"Pdl e Lega hanno gettato la maschera e scoperto la vera natura della loro alleanza: tutelare sempre i più forti a scapito dei più deboli. In modo irresponsabile e sconsiderato, privo di qualsiasi giustificazione governo e maggioranza hanno votato contro l'estensione della cassa integrazione ordinaria fino a 18 mesi e impedito alle migliaia di lavoratori senza stipendio a causa della crisi delle proprie aziende di percepire, attraverso l'Inps, un anticipo che consentisse alle loro famiglie di avere una boccata d'ossigeno. Ci siamo sentiti ripetere in Aula che mancano le risorse. E' falso. La verità è che il governo non ha voluto trovarle. E' stata una scelta politica, mentre il Pd aveva indicato le coperture e dimostrato, con i propri emendamenti, che le risorse, potevano essere rintracciate. Il voto di oggi mette in evidenza un dato inequivocabile: la destra al governo fa aumentare le diseguaglianze, chi è ricco diventa sempre più ricco e chi è povero diventa sempre più povero. E pensare che si erano presentati agli elettori come i nuovi Robin Hood. Sì lo sono, ma al contrario."
Iscriviti a:
Post (Atom)